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BERTINORO: RIMETTERE LE PERSONE AL CENTRO (DAVVERO!)

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Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile sono state uno stimolo per riflettere sul concetto di “responsabilità”.

Si sono svolte l’11 e il 12 ottobre le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, organizzate da AICOON sul suggestivo colle di Bertinoro; un laboratorio di idee nato come tentativo per anticipare alcuni scenari. Un luogo meticcio, aperto a vari mondi, con un’osservazione particolare sul ruolo del Terzo Settore come soggetto capace di “rammendare” la distanza tra le parole “Prosperità” e “Inclusione”.

Tra le numerose scintille emerse da Bartinoro, partiamo dalla similitudine di Stefano Zamagni: «il Terzo Settore è come un castoro: non pensa solo ad adattarsi, ma si preoccupa di creare infrastrutture che servono ad altri soggetti per vivere e realizzarsi».

Rete ComeTe, il “castoro” della cura della Persona e della famiglia

Eravamo presenti anche noi di Rete ComeTe, in sala. E lo spunto di Zamagni c’ha fatto riflettere su come gli obiettivi e il modello di Rete ComeTe si sforzino proprio di creare quella “infrastruttura” capace di generare qualità attraverso la partecipazione e la collaborazione delle numerose cooperative sociali che quotidianamente lavorano sui territori per contribuire ai sistemi di welfare territoriale.

Un esempio, quindi, di «ri-connessione dell’economia con la società attraverso processi di generazione del valore nei territori e nelle comunità», per dirla come Mauro Magatti, Professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lavorando concretamente su due concetti fondamentali per la creazione di un valore condiviso: sinergia e cura. La sinergia che Rete ComeTe esprime attraverso il coinvolgimento fattivo del privato sociale presente nei territori, per rispondere alle esigenze di cura e assistenza delle persone e delle famiglie che hanno bisogno di risposte di welfare di qualità.

Ripensare al significato della parola “Responsabilità”

Sempre da uno spunto di Zamagni, emerge chiara la necessità di superare il concetto di “Responsabilità” come semplice «risposta a una domanda, a uno stimolo», per arrivare invece a delle azioni in grado di «farsi carico del peso delle cose, prendersi sulle spalle la Responsabilità, appunto, del proprio ruolo».

Esattamente la definizione che sta alla base del ruolo del Care Manager di Rete ComeTe: quel “tutor” che orienta e accompagna la persona e la famiglia nell’individuazione del percorso di cura migliore possibile offerto dal territorio. Una funzione, quindi, che si stacca dalla gestione di un “caso” (il Case Manager) e fa suo l’insegnamento di don Lorenzo Milani che con quel «I Care» significava «mi sta a cuore, mi prendo cura».

La “Responsabilità” è anche delle aziende

L’invito a ragionare sul significato della “Responsabilità” è rivolto anche al mondo azienda che ha la possibilità (o forse il dovere o forse anche l’esigenza) di attuare percorsi generativi di valore. Lo può fare attraverso politiche di welfare aziendale che non siano, appunto, semplici “risposte”, ma che provino a “farsi carico” dei reali problemi dei propri collaboratori. Lo può fare attraverso politiche territoriali che innescano un circolo virtuoso tra azienda, persone e il territorio. Certo, occorre superare la semplicità (banalità?) dell’approccio “a convenzione” per proporre soluzioni con un alto grado di profondità e di personalizzazione.